

32. Considerazioni sulla costituzione degli Stati Uniti d'America.

Da: Ch.-A. de Tocqueville, La democrazia in America, a cura di G.
Candeloro, Cappelli, Bologna, 1957.

In questo brano, tratto da una sua celebre opera sulla democrazia
americana, scritta verso la met dell'Ottocento, lo scrittore
politico francese Charles-Alexis de Tocqueville commenta, non
nascondendo la propria ammirazione di uomo liberale, la
costituzione americana. Come osserva il Tocqueville, per i coloni
non fu difficile tanto liberarsi dalla sudditanza degli inglesi,
quanto trasformare tredici colonie politicamente indipendenti, pur
se accomunate da lingua, costumi e religione, in uno stato
centrale funzionante. Gli sforzi congiunti delle migliori menti
americane del tempo riuscirono comunque nell'intento, bilanciando
in una meditata costituzione le esigenze di libert di ciascun
componente della federazione con le necessit del governo
centrale: il presidente infatti, pur soggetto a controllo da parte
del senato, poteva far funzionare l'esecutivo senza eccessivi
lacci ed impedimenti.


Cenno storico sulla Costituzione federale.

Le tredici colonie che scossero simultaneamente il giogo
dell'Inghilterra, alla fine del secolo scorso, avevano la stessa
religione, la stessa lingua, gli stessi costumi, quasi le stesse
leggi; esse lottavano contro un nemico comune, dovevano dunque
avere forti ragioni per unirsi intimamente fra loro, e fondersi in
una sola nazione.
Ma poich ciascuna di esse aveva sempre avuto un'esistenza a parte
e un governo proprio, e si erano creati interessi e usanze
particolari, era naturale che ripugnasse loro una unione solida e
completa che avrebbe fatto sparire, nella fusione, le personalit
particolari. Di qui due tendenze opposte: l'una che spingeva gli
Angloamericani a unirsi, l'altra a dividersi.
Finch dur la guerra con la madrepatria, la necessit fece
prevalere il principio dell'unione; e, bench le leggi costituenti
quest'unione fossero molto difettose, il legame comune resistette.
Ma, conclusa la pace, i difetti della legislazione si mostrarono
apertamente e sembr che lo Stato a poco a poco si dissolvesse.
Ogni colonia, divenuta una repubblica indipendente, si impadron
dell'intera sovranit, mentre il governo federale, condannato alla
debolezza dalla sua costituzione, non pi sostenuto dal sentimento
del pericolo, vide la sua bandiera abbandonata agli oltraggi dei
grandi popoli di Europa, e si ridusse al punto di non poter
neanche tener testa alle trib indiane e pagare i debiti contratti
durante la guerra d'Indipendenza. Vicino a perire, dichiar egli
stesso ufficialmente la sua impotenza e si appell a un potere
costituente.
Se c' stato un momento in cui l'America si  elevata a quell'alto
grado di gloria in cui l'immaginazione orgogliosa dei suoi
abitanti vorrebbe mostrarcela continuamente, fu proprio nel
momento in cui il potere nazionale veniva in certo modo ad
abdicare.
Un popolo che lotta con energia per conquistarsi l'indipendenza 
spettacolo che tutti i secoli ci possono dare. Gli sforzi fatti
dagli Americani per sottrarsi al dominio inglese sono stati molto
esagerati. Separati dai loro nemici da 1300 leghe di mare, aiutati
da un potente alleato [la Francia], gli Stati Uniti dovettero la
vittoria assai pi alla loro posizione geografica che al valore
dell'esercito o al patriottismo dei cittadini. Chi mai potr
paragonare la guerra d'America alle guerre della Rivoluzione
francese, e gli sforzi degli Americani ai nostri, allorch la
Francia in lotta con l'Europa intera, senza denaro, senza credito,
senza alleati, gettava la ventesima parte della sua popolazione
contro il nemico, spegnendo con una mano l'incendio che divorava
le sue viscere, e con l'altra portando la torcia per diffonderlo
intorno a s? Ma quello che c' di nuovo nella storia delle
nazioni  lo spettacolo di un gran popolo, che, avvertito dai suoi
legislatori che gli ingranaggi del governo si arrestano, rivolge
senza fretta e senza paura gli sguardi su se stesso, misura la
profondit del male, si contiene per due anni al solo scopo di
scoprire con calma un rimedio e, trovatolo, vi si sottomette
volontariamente, senza che esso costi una goccia di sangue n una
lagrima.
Quando l'insufficienza della prima Costituzione federale [formata
nel 1778] si fece sentire, il fervore delle passioni politiche
nato con la rivoluzione si era in parte calmato, mentre tutti i
grandi uomini creati dalla rivoluzione erano ancora in vita. Fu
questa una doppia fortuna per l'America. La poco numerosa
assemblea, che si incaric di redigere la seconda Costituzione,
comprendeva i migliori spiriti e i pi nobili caratteri che
fossero mai apparsi nel nuovo mondo. Giorgio Washington la
presiedeva.
Questa commissione nazionale, dopo lunghe e mature deliberazioni,
offr all'approvazione del popolo un corpo di leggi organiche che
ancora ai nostri giorni regge l'Unione. Tutti gli Stati
successivamente l'adottarono. Il nuovo governo federale entr in
funzione nel 1789, dopo due anni di interregno. La rivoluzione
d'America finiva dunque precisamente nel momento in cui cominciava
la rivoluzione in Francia.

Quadro sommario della Costituzione federale.

Una prima difficolt si dovette presentare allo spirito degli
Americani. Si trattava di dividere la sovranit in modo che i
diversi Stati che formavano l'Unione continuassero a governarsi da
soli in tutto ci che riguardava la loro politica interna, senza
che la nazione intera, rappresentata dall'Unione, cessasse di
costituire un corpo unico, capace di provvedere a tutti i bisogni
generali. Questione assai complessa e difficile a risolvere.
Era impossibile fissare precedentemente, in modo esatto e
completo, la parte di potere che doveva spettare a ciascuno dei
due governi, fra i quali si stava per dividere la sovranit. Chi
mai pu prevedere tutti i particolari della vita di un popolo?.
I doveri e i diritti del governo federale erano semplici e molto
facili a definire, poich l'Unione era stata formata allo scopo di
rispondere ad alcuni grandi bisogni generali; invece i doveri e i
diritti dei governi statali erano molti e complicati, poich il
governo statale penetrava in tutti i particolari della vita
sociale.
Le attribuzioni del governo federale furono pertanto definite
accuratamente, e si dichiar che tutto ci che non era compreso in
esse rientrava nell'ambito delle attribuzioni dei governi statali.
Cos il governo degli Stati rappresent il diritto comune, il
governo federale l'eccezione.
Ma poich si previde che in pratica potevano sorgere questioni
riguardo ai limiti esatti di questo governo eccezionale, e che
sarebbe stato assai pericoloso abbandonarne la soluzione ai
tribunali ordinari, istituiti nei diversi Stati, dagli Stati
stessi, si cre un'alta corte federale, tribunale unico, che, fra
le altre attribuzioni, ebbe quella di mantenere fra i due governi
rivali la divisione dei poteri stabilita dalla Costituzione.
I popoli fra loro non sono che individui. E' soprattutto per
comparire degnamente di fronte agli stranieri che una nazione ha
bisogno di un unico governo. All'Unione fu pertanto accordato il
diritto esclusivo di fare la pace e la guerra, di concludere
trattati di commercio, di levare eserciti, di armare flotte.
La necessit di un governo nazionale non si fa altrettanto
imperiosamente sentire nella direzione degli affari interni;
tuttavia, vi sono alcuni interessi generali ai quali solo
un'autorit generale pu utilmente provvedere. All'Unione fu
lasciato il diritto di regolare tutto ci che si riferisce al
valore della moneta; la si incaric del servizio postale; le si
dette il diritto di aprire grandi comunicazioni per unire le
diverse parti del territorio.
In generale, i governi statali furono lasciati liberi nella loro
sfera particolare; tuttavia, siccome qualcuno di essi poteva
abusare di questa indipendenza e compromettere con misure
imprudenti la sicurezza dell'Unione intera, cos, per casi
precedentemente definiti, si permise al governo federale
l'intervento negli affari interni degli Stati. In tal modo, pur
riconoscendo a ciascuna repubblica confederata il potere di
modificare e cambiare la legislazione, le si imped per di fare
leggi retroattive e di creare nel suo seno una classe di nobili.
Infine, poich occorreva che il governo federale adempisse agli
obblighi impostigli, gli si dette il diritto illimitato di levare
imposte. [...].
Il Senato non differisce solo dall'altra camera per il principio
della rappresentanza, ma anche per il modo di elezione, per la
durata del mandato e per la diversit delle attribuzioni.
La Camera dei rappresentanti  nominata dal popolo; il Senato, dai
legislatori di ogni Stato. L'uno  il prodotto dell'elezione
diretta, l'altro dell'elezione a due gradi.
Il mandato dei rappresentanti dura solo due anni; quello dei
senatori, sei.
La Camera dei rappresentanti ha funzioni solo legislative;
partecipa al potere giudiziario solo accusando i funzionari
pubblici; il Senato concorre alla formazione delle leggi; giudica
i delitti politici che gli vengono deferiti dalla Camera, ed 
inoltre il grande consiglio esecutivo della nazione. I trattati
conclusi dal presidente devono essere ratificati dal Senato; e le
scelte presidenziali, per essere definitive, hanno bisogno
dell'approvazione del medesimo corpo.
I legislatori americani avevano un compito difficile da adempiere:
dovevano creare un potere esecutivo, che dipendesse dalla
maggioranza, ma che fosse abbastanza forte per se stesso per agire
liberamente nella sua sfera.
La conservazione della forma repubblicana esigeva che il
rappresentante del potere esecutivo fosse sottoposto alla volont
nazionale.
Il presidente  un magistrato elettivo: il suo onore, i suoi beni,
la sua libert, la sua vita, rispondono in ogni tempo al popolo
del buon impiego che egli far del suo potere. Esercitando questo
potere, egli non  d'altra parte completamente indipendente: il
Senato lo sorveglia nei suoi rapporti con le potenze straniere e
nella distribuzione degli impieghi, in modo che esso non possa
esser corrotto, n corrompere.
I legislatori dell'Unione riconobbero che il potere esecutivo non
avrebbe potuto adempiere al suo compito, se non avesse avuto
maggiore stabilit e forza di quella che aveva negli Stati
particolari.
Decisero allora che il presidente fosse nominato per quattro anni
e potesse essere rieletto. Avrebbe avuto cos il tempo di lavorare
al bene pubblico, ed i mezzi necessari per operare.
Si fece del presidente il solo ed unico rappresentante del potere
esecutivo dell'Unione. Ci si guard anche di subordinare le sue
volont a quelle di un consiglio: mezzo pericoloso, che,
indebolendo l'azione del governo, avrebbe diminuito la
responsabilit dei governanti. Il Senato ha il diritto di rendere
sterile qualche atto del presidente; ma non pu costringerlo ad
agire, n dividere con lui il potere esecutivo.
